La saturazione dei valichi alpini, gli obiettivi europei di shift modale e la riorganizzazione della rete nazionale creano una domanda strutturale di capacità intermodale — in particolare su poli con disponibilità di aree ferroviarie dismesse o sottoutilizzate in prossimità dei corridoi merci. La selezione del nodo è la prima decisione di investimento: connettività ai corridoi TEN-T, disponibilità di aree, orientamento dell’ente concedente.

Il modello di sviluppo che riteniamo più solido riunisce tre capacità in una NewCo di progetto: un partner industriale con competenza costruttiva e manutentiva ferroviaria, un operatore con relazioni commerciali sui flussi (continentali e nazionali), e una regia di sviluppo che gestisca la relazione con il gestore dell’infrastruttura e il processo autorizzativo. La compagine va formalizzata prima dell’interlocuzione istituzionale di vertice, non dopo.

Sulla bancabilità: i contratti di conferimento merci pluriennali pesano più delle proiezioni di traffico; la modularità dell’investimento (fasi funzionali autonome) riduce il fabbisogno iniziale; e il ciclo post-PNRR premia le iniziative che non dipendono da contributo pubblico ma lo integrano come acceleratore. Moove.it sviluppa direttamente iniziative di questa natura con partner industriali europei.

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